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Un' ospite inaspettato Un' ospite inaspettato

Chioggia, una sorpresa all' amo, un trigone curioso ed affamato ha abboccato ad una lenza che non era destinata a lui, il pescatore dopo averlo osservato da vicino lo lascia andare. Parafrasando Fabrizio De Andrè: Ci salverà il pescatore che il mare rispetterà.

I trigoni e le aquile di mare, presenti sia nel Mediterraneo che ai Tropici, sono pesci cartilaginei di fondo simili a razze che possono raggiungere notevoli dimensioni (fino a tre metri), e nei nostri mari appartengono a tre specie (Dasyatis pastinaca, D. centroura, D. violacea). La loro pericolosità è dovuta alla presenza di un aculeo posto alla base della coda. Quando l'animale viene infastidito, erigendo la coda, può conficcare l'aculeo nella vittima inoculando il veleno. L'aculeo seghettato generalmente colpisce la gamba provocando una ferita lacero-contusa e può spezzarsi nelle carni della vittima.
I sintomi consistono in gonfiore e dolore localizzati che aumentano di intensità e possono durare 12-48 ore. Possono essere avvertiti estrema debolezza, senso d'angoscia e nausea, possono verificarsi vomito, diarrea e collasso per vasodilatazione. La regione attorno al punto colpito si scolora e può andare in necrosi.
Pare che il principio tossico sia una cardiotossina, probabilmente di natura proteica poichè è termolabile, quindi oltre alla normale disinfezione ed eventuale sutura della ferita si suggerisce di immergere la zona colpita in acqua calda o di applicare impacchi caldi.

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Una pesca a sorpresa...
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