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TU 6 OZ Luci e ombre del meraviglioso Mago

Se un trauma ci porta oltre l'illusione, diventiamo noi.

Con Il Mago di Oz Sara Zamperlin porta allo scoperto quello che già siamo,
prima di sapere di esserlo.
Cervello, coraggio, cuore sono in ognuno di noi, senza distinzione.
C’è chi impara a usarli costretto da alcuni eventi della vita, come i traumi.
Quelli che i suoi soggetti ritratti hanno vissuto.

TU 6 OZ.

Luci e ombre del meraviglioso Mago

Vernissage di Sara Zamperlin +P.
a cura di Roberto Bonotto e Giovanna Tondini

Sabato 27 Maggio ore 18:30
presso Buro37, via Frattini 37 – Legnago – VR

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Una pesca speciale...

Chioggia, una sorpresa all' amo, un trigone curioso ed affamato ha abboccato ad una lenza che non era destinata a lui, il pescatore dopo averlo osservato da vicino lo lascia andare. Parafrasando Fabrizio De Andrè: Ci salverà il pescatore che il mare rispetterà.

I trigoni e le aquile di mare, presenti sia nel Mediterraneo che ai Tropici, sono pesci cartilaginei di fondo simili a razze che possono raggiungere notevoli dimensioni (fino a tre metri), e nei nostri mari appartengono a tre specie (Dasyatis pastinaca, D. centroura, D. violacea). La loro pericolosità è dovuta alla presenza di un aculeo posto alla base della coda. Quando l'animale viene infastidito, erigendo la coda, può conficcare l'aculeo nella vittima inoculando il veleno. L'aculeo seghettato generalmente colpisce la gamba provocando una ferita lacero-contusa e può spezzarsi nelle carni della vittima.
I sintomi consistono in gonfiore e dolore localizzati che aumentano di intensità e possono durare 12-48 ore. Possono essere avvertiti estrema debolezza, senso d'angoscia e nausea, possono verificarsi vomito, diarrea e collasso per vasodilatazione. La regione attorno al punto colpito si scolora e può andare in necrosi.
Pare che il principio tossico sia una cardiotossina, probabilmente di natura proteica poichè è termolabile, quindi oltre alla normale disinfezione ed eventuale sutura della ferita si suggerisce di immergere la zona colpita in acqua calda o di applicare impacchi caldi.

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Espone Edoardo Marcon

Dopo una lunga assenza dalla sua città ritorna con una mostra Edoardo Marcon che coaudiuvato dal figlio Davide ha creato un evento di interesse e respiro internazionale, le sue opere aprezzate in tutto il mondo danno lustro alla città di Chioggia.

La mostra con sculture bassorilievi e pittura è ospitata nella suggestiva Chiesa di San Martino a Chioggia di fianco al Duomo dal 06 al 21 di Giugno 2015, l' ingresso è libero.

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Personale di Luciano Zinnamosca.

Inaugurazione giovedi 28 maggio 2015 oer 11
LE OPERE DI ZINNAMOSCA AL POLO CONFORTINI PER il PROGETTO ARTE IN OSPEDALE orari mostra : dalle ore 10 alle ore 16, fino al 18 di giugno

Polo “ Confortini” Ospedale Borgo Trento Verona

A cura di Marifulvia Matteazzi Alberti.

Zinnamosca è Artista completo: laureato in Architettura a Venezia è molto conosciuto a Verona, città dove abita da molti anni, per aver realizzato il progetto ingegnoso e sobrio e seguito la costruzione della Chiesa della Croce Bianca della Parrocchia di Ognissanti. E’ persona generosa e di grande mente che ragiona con il linguaggio del cuore: ha pubblicato libri di racconti, meditazioni, poesie e testimonianze tese alla comprensione del significato dell’esistenza. Ha realizzato armoniosi bronzetti di forte e decisiva analisi dello spazio e compenetrazione dei piani: le sue figure dotate di grande dinamismo hanno subito una geometrica semplificazione che conduce all’essenza, significativo inno monumentale dato dagli equilibri di massa, dai volumi di spazio e materia che uniscono inestricabilmente l’opporsi di pieno e vuoto per un insieme scultoreo di fortissima carica espressiva. Hanno radici robuste che affondano nella memoria e raccontano l’origine della nostra storia: nasce la vita nell’acqua ed ecco “il pesce” dalle squame impresse da trama vigorosa, poi “Arcana Ilio” dall’eco leggendaria della guerra di Troia e dell’inganno del cavallo,”11 Grande occhio” che indaga come telecamera nascosta tra le pieghe della nostra vita, e “Contemporaneo” che si carica sulle spalle tutta l’angoscia del mondo. Zinnamosca ha guardato alle correnti del Novecento assorbendo emotività ed energia creativa aggiungendo di volta in volta vibrazioni luminose al bronzo, alla terra refrattaria per dare forma alle sue creazioni spinte da straordinaria vitalità, da una corporeità pulsante che rivela un pregnante coinvolgimento, una particolare attenzione a tutto ciò che la Natura suggerisce e amorevolmente guida. L’Artista modella la materia con innata eleganza plastica e con profonda ispirazione e capacità esecutiva affronta la sua malleabilità per realizzare complessi equilibri geometrici come il bellissimo e denso di significati “Angelo del Bene e del male”, “l’Arcana Mater” generoso ventre materno risucchiato da un avvolgente vortice vitale, “Lucifero” altero, ambiguo, problematico, “La coppia” dove la complice plasticità è percorsa da un amoroso fremito sottile. Sono forme ricche di suggestioni, fissano nel materiale un ritmo lirico intenso, una struttura viva e articolata che definisce il suo stile sempre fedele a se stesso, carico di vigore, di rimandi, di misterioso vincolo emozionale che si salda tra l’artefice e noi.
Splendide sono le fotofusioni che nascono come stampa digitale tra-smessa su carta: frutto di un’immensa ricerca, di confronto con l’emotività pura che sonda significati e modalità espressive sempre nuove per manifestare pulsioni, dubbi, certezze, inestricabili conflitti, progressive crisi, rovelli, depurazioni: è un’Arte che ci parla di “contaminazioni concettuali, processi alchemici, mutazioni artistiche...Presso i forni, fra i crogioli, le colate, e le terre, gli scarti di saldatura e di limatura dei bronzi fusi, nell’odore delle patine e della cera di lucidatura, permangono, a testimonianza della perizia e della creatività di scultori e maestranze, scarti e resti di un lavoro antico...Nei cortili , tra rottami di gesso, bronzo, ferro accatastati in attesa di essere smaltiti continua il processò di trasformazione della materia sublimandola fino a diventare essa stessa prodotto artistico”. Così scrive l’Artista che racconta come abbia inventato un processo inedito non semplice come non è semplice il sentimento del mondo di straziante intensità che esso racchiude. “ Quanto più riesco a fondermi nell’altro, sia esso fiore animale, pianta o essere umano tanto più riuscirò a comprenderlo a conoscerlo oltre le apparenze.. Il fiore diventa immateriale, scivola nell’inconsistenza delle parole, si libra sulle ali del pensiero, diventa idea, sogno luminoso e travolgente...Esattamente ciò che noi stessi diventiamo nel momento in cui perdiamo i connotati del nostro ego e ci lasciamo scomporre nel tutto in cui siamo immersi e che ci appartiene...” La densità di pensiero di Luciano Zinnamosca ha percorsi lunghi di lettura, di relazioni “altre” suggerite dal viaggio che pareggia l’essere con il suo divenire, con il suo farsi, e ne esce l’idea di come terra acqua, aria, fuoco siano gli artefici di grandi mutazioni esteriori laddove si addensano le ombre, le macchie, tra misteriosi coaguli di tenebre, dove tutto è già accaduto o deve ancora accadere... Riconducono all’ intimo di noi stessi rivisitato attraverso l’incontro di materiali che trasudano un humus che ne lambisce altri, residui del tempo che scorre, della dimenticanza degli uomini e di una Natura che a poco a poco avanza, copre con teneri germogli e si riappropria di quello che era e sarà sempre su.

Marifulvia Matteazzi Alberti

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